Storia di Gino Antonelli

Liutaio, artista poliedrico

di Alceo Fratti Presidente Pro Loco di Rivalta sul Mincio.

Gino Antonelli nasce a Grazie di Curtatone, a pochi chilometri da Mantova, il 24 Gennaio 1920 a "Corte Palazzone", successivamente nel 1924 si trasferisce con la famiglia a "Corte Cantona", sempre nei pressi di Grazie. La famiglia di Gino in quegli anni è composta dal padre Giacomo Cesare maniscalco, dalla madre Flaminia Maffizzoni, dai fratelli Carlo, Guido e Aristea ed inoltre dal nonno Pompeo Antonelli.
Fin da piccolo Gino dimostra una grande predisposizione per il disegno e la pittura.Il fratello Carlo, che suonava il mandolino per diletto, gli trasmette la passione per la musica insegnandogli suonare il suo strumento.
Proprio il mandolino è il primo strumento che Gino si auto-costruisce creando così con le proprie mani il suo primo strumento ad uso personale. All'età 16 anni, sperimenta la costruzione del suo primo violino, ne seguì un secondo, un terzo. Così Gino, appassionatosi alla musica e all'arte di costruzione degli strumenti, nell'anno 1937 decide di iniziare lo studio del solfeggio. Nel 1938, il padre Giacomo Cesare Antonelli gli acquista per la somma di 1200 lire il suo primo violino "professionale", recandosi al laboratorio artigiano, del Maestro Liutaio di Mantova Gaetano Gadda, in via Accademia, si trattava di un violino usato, costruito dal liutaio Silvio Danieli di Bonferraro (Verona). Nel 1941, dopo 3 anni di studio, Gino era già in grado di suonare con le orchestrine di paese che si formavano in quegli anni e nel 1947 forma il "Quartetto Azzurro" insieme con gli amici Franco Pelagatti (saxofono e clarino), Sergio Fincato (Fisarmonica), Giuseppe Cicola (Batteria). Una lunga sosta, lo allontana dalla musica e dalla costruzione dei violini, in quegli anni svolge principalmente l'attività di imbianchino, di decoratore d'interni e pittore, cimentandosi inoltre nell'arte della terracotta e del gesso. Passano molti anni e nel 1961 Gino, allora residente a Rivalta sul Mincio, pensa di costruirsi per passatempo un violino da utilizzare come soprammobile; qui si ripete la storia
ed emerge la sua vera profonda passione, costruisce un violino, ne inizia un secondo, un terzo, un quarto e così via sino ai giorni nostri. Unico allievo del pittore e scultore Alfonso Monfardini, le opere di Gino spaziano dai soggetti rurali della pianura Mantovana, agli ambienti del Mincio e delle Valli, alle corti agricole mantovane, agli scorci dei paesi del Mantovano e del vicino territorio Veronese. Moltissimi sono i ritratti, realizzati utilizzando varie tecniche: olio, acquerello, disegno a carboncino e matita. Numerosi sono gli affreschi realizzati internamente e esternamente, anche di grandi dimensioni, prodotti negli anni e che rappresentano paesaggi, scorci di paesi e borghi, scene di lavori tradizionali, immagini sacre; alcune di queste opere si possono ammirare proprio sulle facciate del centro urbano di Rivalta sul Mincio. Gino ha inoltre prodotto con successo numerose opere in terracotta e gesso, creando in particolare busti a grandezza naturale e vari oggetti, medaglioni, riproduzioni sacre, etc.


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