Gino Antonelli, nell'anno 2006.


GINO ANTONELLI nell'Arte Pittorica

Pittore dalla nascita per passione fin dalla tenera età.

Gino Antonelli, inizia ad esprimersi con l'arte figurativa fin da quando era bambino, alle scuole elementari disegnando sulla lavagna. Dall'anno 1934 al 1937 frequenta i corsi della Scuola Domenicale di Disegno Applicata alle Arti Fabbrili a Castellucchio, sotto la direzione dell'illustre professore di disegno Carlo Mariani.
Vennero notate in Gino Antonelli delle eccellenti qualità artistiche.
E' in quel periodo che don Domenico Bodini, parroco di Castellucchio, che amava l'arte e comprese quante e quali fossero le potenzialità del giovane Antonelli, decise di proporlo all'Accademia Beato Angelico di Milano. Gli esperti di quel prodigioso istituto condivisero le valutazioni del parroco castellucchiese e lasciarono intendere che avrebbe potuto frequentare i corsi allestiti. Purtroppo, però, il periodo poco favorevole, siamo intorno al 1937, costrinse sia don Bodini e sia l'artista rivaltese a rinunciare al trasferimento nel capoluogo lombardo...
La vocazione per l'arte figurativa dapprima lo stimola a seguire un breve corso per decorazione e poi lo fa approdare alla prestigiosa bottega di decorazione di Luigi Leggeri, un insegnante dell' Accademia Cignaroli di Verona. Gino, da garzone, segue il maestro per chiese, palazzi signorili e cappelle votive di tutto il Mantovano e da questa esperienza trae linfa per la sua voglia di esprimere le sue emozioni attraverso il dipinto.
Decide di mettersi in proprio e sceglie di fare l'imbianchino; una generazione, quella degli imbianchini mantovani che operano intorno alla metà del Novecento, con spiccate qualità artistiche e grande sensibilità pittorica e coloristica. Per quarant'anni sarà questa la sua professione di riferimento, mentre la passione per la pittura lo porta a ritagliarsi qualche momento della giornata per prendere il cavalletto e la tavolozza con i pennelli e andare alla ricerca di situazioni e paesaggi che lo ispirino. Le sue emozioni visive si trasformano in dipinti, si tratti di uno scorcio di paesaggio, di un volto, di un oggetto e via di questo passo. Come non bastasse Gino Antonelli dedicava la sua attenzione anche ad opere realizzate da altri pittori; opere che lui rielabora e personalizza, inserendo quelle sfumature, quei tocchi particolari che sono tipici di chi, con animo semplice, vuole raccontare emozioni mai assaporate prima.
Proprio per affinare tecnica e naturale propensione alla pittura, Gino Antonelli frequenta nel 1959 lo studio del pittore Bohemien Mantovano, Alfonso Monfardini.
Cinque sono state le lezioni che il noto pittore mantovano ha impartito all'allievo rivaltese.
L'affiatamento spontaneo con Monfardini favorisce e stimola l'apprendimento del Nostro, tanto che al termine del quinto incontro viene congedato dal vecchio autorevole maestro con una pacca sulle spalle e ben augurante “ora non hai più bisogno di me” Le icone e i dipinti di natura religiosa si trovano in varie chiese del Mantovano, del Bresciano e del Veronese mentre altri soggetti sono stati realizzati in abitazioni o ville.
Gino Antonelli deve la sua fama, oltre che all'arte della liuteria, anche ai tanti ritratti e ai paesaggi, che ha eseguito senza pause per più di cinquant'anni.
La notorietà da parte del grande pubblico aumenta per lui grazie alla scelta di realizzare grandi opere murali (oggi li chiameremmo “murales”) un po' dovunque. L'esordio di questa impresa è del 1943 in un palazzo di San Giorgio di Mantova dove dipinge "Il trionfo della vita" l'ultima grande decorazione la esegue proprio a Corte Mincio nella sua Rivalta, è del 2002 e rappresenta "Gli scavatori di ghiaia al Mincio".
Memorabile davvero è il grande affresco della "Piccola vedetta lombarda", realizzato a Barche di Solferino.

LA MORTE DI ALFONSO MONFARDINI


LA SCUOLA
DIPINTI CELEBRI DI ANTONELLI
DISEGNI
DIPINTI AD AQUERELLO
NATURE MORTE
DIPINTI MURALES
RITRATTI
MONUMENTO A SALVO D'ACQUISTO
MOSTRA A CORTE MINCIO 2008
CALCHI IN GESSO






GINO ANTONELLI MOSTRA A VILLA BALESTRA DI RODIGO
cortometraggio realizzato nell'anno 1999, in collaborazione con il Comune di Rodigo.




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